Export farmaceutico italiano: opportunità per vendere all’estero

export farmaceutico

Industria farmaceutica, nutraceutica, cosmeceutica e delle biotecnologie, l’Italia è il primo produttore in Europa.

Se il 2022 è stato l’anno dei record, il primato dell’export farmaceutico italiano difficilmente cadrà a breve. L’Italia è il primo produttore farmaceutico d’Europa e anche il primo per esportazioni, a dimostrare come, vendere all’estero, sia una prospettiva più che percorribile. Nel 2022 infatti le aziende italiane dell’industria farmaceutica hanno prodotto per un valore di 34,4 miliardi di euro registrando un +44% di export rispetto all’anno precedente.

Le cifre da record dell’industria farmaceutica Made in Italy

Il trend è in crescita da un decennio, negli ultimi 5 anni ha segnato una crescita ancora più decisa e, soprattutto, stabile. Dati ufficiali illustrano infatti chiaramente che:

– negli ultimi cinque anni l’industria farmaceutica è il primo settore in Italia per crescita dell’occupazione (+9% rispetto al +1% della media degli altri Paesi).

– negli ultimi 10 anni l’export farmaceutico italiano è cresciuto del 117% a fronte del 112% della media europea.

Ben prima della pandemia l’industria farmaceutica Made in Italy era quindi leader in Europa.

Oggi il settore occupa 67mila persone, più del doppio se consideriamo anche i fornitori diretti: complessivamente 147mila, con un’età media in diminuzione, una specializzazione in crescita e un aumento di personale femminile. Nel 2022 le donne impiegate nell’industria farmaceutica italiana erano il 52% del totale degli addetti del settore, secondo i dati INPS.

Così come anche gli investimenti nella ricerca sono più ragguardevoli di quanto genericamente non si pensi: 3 miliardi di euro l’anno, suddivisi in 1,7 nella ricerca e sviluppo e 1,4 nella produzione, con 6.770 ricercatori, secondo dati ufficiali.

Le cifre dell’export farmaceutico Italia: leader da oltre un quinquennio

L’industria farmaceutica italiana, che comprende i vari sottosettori di nutraceutica, cosmeceutica e delle biotecnologie, è in salute e cresce anche grazie alle esportazioni. L’Italia è infatti leader indiscussa almeno dal 2017, anno in cui ha sorpassato la Germania dopo averla inseguita per anni.

Nel 2017 le aziende farmaceutiche italiane hanno prodotto per 31,2 miliardi di euro, contro i 30 miliardi delle aziende tedesche e di pari passo è cresciuto il volume delle esportazioni. Nel 2020 l’Italia ha infatti esportato prodotti farmaceutici per 33,1 miliardi di euro.

Interessante notare la parabola di crescita delle nostre esportazioni di prodotti farmaceutici che erano di 1,3 miliardi di euro nel 1991 e di ben 24,8 miliardi di euro nel 2017, a rappresentare oggi il 55% dell’export hi-tech italiano.

Export farmaceutico italiano

Dove vogliamo arrivare: verso quali Paesi va l’export farmaceutico italiano

Nel 2022 il saldo della bilancia italiana import-export del settore farmaceutico è stato decisamente attivo: per 6,7 miliardi di euro in favore delle vendite all’estero, per la maggior parte con destinazione Europa, anche se a volte solo in transito verso altre destinazioni.

Nel primo semestre del 2022 infatti:

oltre il 50% del fatturato export farmaceutico italiano è stato realizzato nei Paesi dell’Unione Europea; con particolare attenzione a Belgio, Germania e Paesi Bassi che hanno acquistato rispettivamente per +964 milioni di euro, +684 milioni di euro e +209 milioni di euro;

il 16% in Paesi europei non comunitari, principalmente Svizzera e Regno Unito che hanno aumentato il flusso del nostro export di +219 milioni di euro e +784mlioni di euro;

il 15% in America del Nord;

l’11% in Asia; con particolare interesse per Taiwan (+610 milioni di euro in valore di farmaci acquistati da aziende italiane) e Sud Corea (+340 milioni di euro).

Interessante osservare, però, per chi voglia iniziare a vendere all’estero o incrementare su mercati più lontani come parte delle vendite italiane del settore in Belgio siano in realtà in transito verso altri Paesi.

Le fiere dell’industria farmaceutica Made in Italy. Oltre 400 gli espositori a Cosmofarma 2023

Il Made in Italy farmaceutico è quindi richiesto e non manca spazio per le aziende italiane che vogliano esplorare nuovi mercati o nuovi prodotti da proporre su mercati già familiari. Inoltre, non mancano proprio in Italia occasioni molto ambite a livello internazionale per incontrare buyers affidabili.

L’edizione 2023 di Cosmofarma ha per esempio portato a Bologna 400 aziende espositrici e quasi 27mila visitatori registrati. Presenze in crescita e forte interesse per tutti i diversi settori rappresentati.

Un vero cosmo del settore destinato all’export farmaceutico Italia, infatti. Osservando il dettaglio abbiamo visto:

settore farmaceutico, parafarmaceutico e sanitario;

dermocosmetico: dall’igiene e cura del corpo alla igiene orale alla cura di mani e unghie;

naturale e alimentare-dietetico: che ha ospitato aziende specializzate in prodotti naturali e dietetici sia rivolti a categorie specifiche di consumatori sia a tutti coloro che vogliono condurre uno stile di vita sano ed equilibrato.

servizi per la farmacia: con proposte relative anche al merchandising, al packaging e ai distributori automatici.

aggregazioni, distribuzione, contoterzismo: questi ultimi pure di forte interesse. Infatti, alla luce dell’approvazione della legge 124/2017 relativa all’ingresso dei capitali, negli ultimi anni si è verificato un importante cambio di scenario e nuovi player si sono affacciati sul mercato delle farmacie tra cui fondi, imprenditori locali e internazionali.

Contattaci per avere maggiori informazioni: info@patrolinternational.com


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