Internazionalizzare il business: vantaggi e strategie di vendita all’estero con un vero progetto di export

L’internazionalizzazione del business conviene davvero? Cosa significa vendere all’estero e quali vantaggi reali ne può trarre un’azienda italiana? Internazionalizzare le vendite porta svariati vantaggi e sono sempre più numerose le aziende italiane che esplorano fattivamente l’opportunità con un vero progetto di export.

Avere un progetto di business export fa infatti la differenza per trarre profitto o ridare slancio alle esportazioni della propria azienda. Le condizioni del mercato dei diversi Paesi verso i quali si decide di esportare prodotti italiani cambiano, a volte anche velocemente, e non prendere la giusta la direzione può essere fortemente penalizzante.

I vantaggi dell’internazionalizzazione: perché vendere all’estero

Vendere all’estero deve essere una scelta aziendale ponderata alla luce di elementi concreti. Deve esserci un progetto di export che preveda in modo coerente ogni step del processo di internazionalizzazione dei propri prodotti e che veda l’insieme dei comparti lavorare in modo armonico e finalizzato.

1. Concorrenza e stagnazione del mercato interno

La stagnazione del mercato interno, e la conseguente forte concorrenza, non risparmia l’Italia come economia avanzata. A dirlo sono i dati del Fondo Monetario Internazionale: la crescita del PIL in Italia si è attestata lo scorso anno sul +0,3%, mentre l’area Euro è arrivata almeno ad un, pur modesto, +1,2%. 

Aria nuova e nuove opportunità. Internazionalizzarsi è un modo per evitare guerre di prezzo interne e soprattutto orientarsi verso i paesi emergenti che danno maggiori opportunità.

2. Maggiore benessere del ceto medio nei paesi emergenti

Il mondo è in movimento, sempre. Invece di guardare, a volte con stupore a volte con rassegnazione, al mercato italiano, osserviamo cosa accade fuori dai nostri confini. Osserviamo, prendiamo informazioni dai media ma soprattutto da operatori del settore e valutiamo cosa si può fare per noi. 

Anche il ceto medio dei paesi emergenti ha a poco a poco modificato il proprio modello di acquisto, passando alla ricerca di prodotti di qualità superiore. I prodotti del Made in Italy soddisfano esigenze più specifiche, in tutti i settori. Alle produzioni italiane è riconosciuto un rapporto qualità prezzo quasi sempre non eguagliato, in qualunque nicchia le nostre aziende riescano a ritagliarsi la presenza: dalle forniture meccaniche, a quelle elettroniche, all’abbigliamento e prodotti per la persona fino all’alimentare etc.

3. Saturazione della capacità produttiva e allungamento del ciclo di vita del prodotto

A volte la necessità di internazionalizzare il business risponde alla necessità di offrire ad altri mercati prodotti italiani che nel nostro mercato hanno raggiunto una certa saturazione. Per altri mercati sono invece un’opportunità e molto spesso una novità quanto a rapporto qualità prezzo.

4. Diversificazione del rischio

Vendere all’estero è anche un modo per diversificare il rischio. L’instabilità attuale è una sfida e una grossa opportunità se la si coglie e la si ‘lavora’ con metodo. Diversificare i mercati diventa quindi una diversificazione del rischio ponderata e una possibilità reale di crescita. Aprirsi al confronto con diversi mercati con un progetto di business export porterà nuove idee, nuove strategie, nuovi contatti e collaborazioni all’azienda.

5.Crescita

Ogni azienda vuole crescere, ogni imprenditore vuole e deve crescere e secondo i dati ministeriali le PMI più aperte all’internazionalizzazione crescono di più e più rapidamente. Scoprire nuovi sbocchi per i propri beni o servizi fa crescere mediamente del 17% in più rispetto alle concorrenti che si limitano al mercato italiano.

6. Competitività

Il confronto con altre realtà e altri mercati spinge a maturare le proprie competenze, a innovare per conservare i traguardi raggiunti e per conseguirne di nuovi. Confrontarsi con altri per vendere all’estero si rivela una sfida interessante per cambiare, aggiornarsi e anche restare o tornare sul mercato interno in modo nuovo e più convincente.

7. Redditività

In definitiva, sempre i dati ministeriali confermano maggiori utili per le aziende che si internazionalizzano rispetto alle aziende che lavorano solo nel mercato italiano. Il dato evidente è l’indice di bilancio ROE (Return On Equity) delle prime, che raggiunge quasi il 14%, a fronte del 9,6% di quello di chi opera solo nel mercato interno.

Strategie per internazionalizzare: come vendere all’estero

Internazionalizzare il business della propria azienda va innanzitutto considerato come un processo e un progetto. La casualità di un’intuizione o di un contatto va elaborata in modo coerente e con l’aiuto di professionisti dell’internazionalizzazione.

Alcuni passaggi sono imprescindibili, pena una casualità o approssimazione che difficilmente porterà successo. E soprattutto sono azioni che vanno intraprese in modo sistematico dalle aziende italiane che vogliono iniziare o incrementare il proprio export business

  • Raccolta dati doganali – Conoscere i flussi dei prodotti verso uno specifico mercato; conoscere i potenziali clienti e importatori. Sono le prime azioni da avviare quando decidiamo di sondare una possibilità di vendita all’estero.
  • Analisi di Mercato – Come funziona un mercato specifico? Un paese straniero? E rispetto a ciò che cosa potremmo offrire noi? Non basta raccogliere informazioni generiche attraverso i media o altre aziende, magari di fatto concorrenti, ma bisogna analizzare in rapporto alla nostra situazione insieme a professionisti dell’export management. 
  • Studio tax&legal del mercato straniero – Conoscere le leggi generali e quelle commerciali dei Paesi con cui si vuole fare affari è cruciale. Poter contare su un supporto professionale continuativo è una delle condizioni di un lavoro sereno oltre che di successo
  • Logistica – Far arrivare e far muovere le nostre merci all’estero è una delle azioni più importanti. Non basta avere ottimi prodotti, bisogna saperli muovere opportunamente nel mercato di riferimento, per non lasciare spazio ad altri fornitori.
  • Marketing – Avere ottimi prodotti non basta nemmeno se non li sappiamo far conoscere. Anche in questo caso, è importante affidare il marketing a chi conosce uno specifico mercato. 
  • Sedi all’estero – Avere una sede all’estero o contare su un import desk nei Paesi dove avviamo un progetto di export fa la differenza. Pensiamoci, anche noi preferiamo sempre poter parlare di una problematica, o di una opportunità, in prima persona, in italiano o in una lingua che conosciamo bene e con qualcuno che possiamo incontrare, che possa magari risolvere una situazione burocratica cui non siamo preparati.

Contattaci per avere maggiori informazioni: info@patrolinternational.com 


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