Non è solo la contingenza dell’Est Europa a rendere favorevole vendere in U.S.A., ma la situazione stessa del Paese. Per chi pensa ad una concreta internalizzazione su questo mercato si può dire che è un buon momento.

Il mercato interno si muove, molti dati confermano la fiducia dei cittadini americani e di coloro che vogliono esportare negli Stati Uniti. I dati a partire dalla disoccupazione, dall’inflazione e del costo della vita, delle vendite al dettaglio e, a seguire, tutti gli altri, infine una produzione industriale mostrano cifre record e un export in crescita.

Ripresa post-covid: certezze congiunturali per vendere in U.S.A.

In una situazione mondiale estremamente fluida il mercato americano offre prospettive da considerare con attenzione e percorrere con determinazione per l’internazionalizzazione del made in Italy.
Sia per chi si affaccia per la prima volta oltreoceano, sia per coloro che intendono consolidare la presenza dei propri prodotti, è possibile comprende rapidamente che gli Stati Uniti stanno riprendendo la corsa.

La crescita dell’ultimo decennio è stata rallentata dalla pandemia, ma in misura minore rispetto ad altri Paesi.
La ripresa, in modo speculare, ha una marcia più decisa:

  • i dati ufficiali del Ministero del Lavoro americano hanno registrato a marzo 2022 un tasso di disoccupazione del 3,6%, pari quindi alla situazione che era stata registrata a novembre e dicembre 2019 prima della pandemia.
  • l’inflazione annua è cresciuta di quasi due punti percentuali nel mese di marzo 2022 raggiugendo l’8,5% ma molti analisti ritengono che abbia raggiunto il picco nonostante la guerra in Ucraina non sia finita.
  • le vendite al dettaglio sono incoraggianti, dimostrando una crescita costante. A marzo 2022 con un aumento dello 0.5%: anche se il dato riflette certamente un rincaro dell’energia dovuto alla congiuntura internazionale, non va dimenticato che le vendite al dettaglio costituiscono il 70% del PIL.
  • i dati inerenti alla produzione industriale totale, rilasciati dalla Federal Reserve, dimostrano un aumento dello 0,9% a marzo con un aumento a un tasso annuo dell’8,1% nel primo trimestre 2022.
    La produzione manifatturiera è aumentata dello 0,9% a marzo; la produzione di autoveicoli e componenti è aumentata del 7,8%, mentre la produzione di fabbrica altrove è aumentata dello 0,4%. L’indice dei servizi di pubblica utilità è aumentato dello 0,4% e quello del mining dell’1,7%. Con il 104,6% della media del 2017, la produzione industriale totale a marzo è stata del 5,5% superiore al livello dell’anno precedente.

L’ambiente politico è stabile e il Governo Federale e quelli locali incentivano l’avvio di nuovi business.

Cosa vendere in U.S.A. : internazionalizzazione a regola d’arte

Per quanto riguarda l’export italiano, non si possono non valutare le cifre in crescita nonostante la pandemia. Nel complesso l’Italia nel 2019 ha esportato beni per un totale di 45.536,23 milioni di euro e nel 2021 per un totale di 49.439,51 di euro con un incremento del 16,5 % secondo dati ufficiali Istat.

Quali sono le voci più interessanti dell’export italiano verso gli Stati Uniti? Cosa vendere in U.S.A. ? Su cosa puntare per l’internazionalizzazione del proprio made in Italy?
Il dato più alto nel 2021 l’Italia ha venduto negli U.S.A. macchinari e apparecchiature per 9.310,8 milioni di euro, in crescita rispetto agli 8.334,91 del 2019. Si tratta di beni industriali, motori e prodotti in acciaio e ferro.
I dati più interessanti. Sono diverse le categorie merceologiche che hanno registrato una crescita nell’export verso gli U.S.A.

Apparecchiature per uso domestico: dai 1.267,06 milioni di euro del 2019 ai 1.728,19 del 2021

  • Prodotti chimici: dai 1.820,26 milioni di euro del 2019 ai 2.048 del 2021
  • Bevande: dai 2.127,32 milioni di euro del 2019 ai 2.400,04 del 2021
  • Mobili: dai 1.090,9 milioni di euro del 2019 ai 1.4020,88 del 2021

Quest ultimo dato apre prospettive interessanti. Va considerando che gli Stati Uniti importano circa il 60% di loro arredi. E non mancano le conferme anche di autoveicoli e rimorchi, di prodotti alimentari e abbigliamento.

Come vendere negli U.S.A. ? Qualità e tanta professionalità

L’interesse del mercato americano per i prodotti italiani è reale e specifico, con particolare ricerca per la qualità. Qualità di materiali e di manifattura trasversale a tutte le categorie di prodotti del made in Italy che entrano oltreoceano, ma anche qualità nel fare business.

Entrare nel mercato statunitense è un’opportunità e una sfida da cogliere con attenzione. Senza improvvisare, ma studiando il mercato che possono avere i prodotti che vogliamo immettere e le modalità più idonee per farlo.
Negli U.S.A. possono, per esempio, essere aperte due tipologie di società: C-Corporation e Limited Liability Company. Ed è bene farsi aiutare da esperti a conoscere e valutare la situazione migliore.
In quanto non mancano le attività burocratiche, istituzionali, fiscali ed assicurative, anche se snelle, è bene conoscerle e svolgerle con precisione. Per operare adeguatamente è anche cruciale conoscere le tipologie di contratti di lavoro.

Ai fini della più efficace internazionalizzazione, bisogna conoscere le opportunità di finanziamenti legate al sostegno e promozione dell’export italiano.

Noi di Patrol International Srl offriamo il nostro supporto alle aziende nello sviluppo commerciale e internazionalizzazione in Est Europa, Cina e USA.

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