Fiducia, innovazione, intraprendenza sono parole chiave di “China International Import-Export 2022”, l’appuntamento per vendere in Cina che giunge alla sua 5^ edizione dal 5 al 10 Novembre prossimi. E le aziende italiane hanno almeno 15.7 miliardi di ottimi motivi per affacciarsi o consolidare la presenza nel mercato cinese. A tanto ammonta l’export italiano 2021 in miliardi di euro, per un export cresciuto del +75%.

Alla edizione 2021 hanno partecipato 110 aziende italiane che hanno occupato oltre 10.000 metri quadrati di area espositiva riscuotendo un successo in realtà molto atteso per ciascuna delle aree merceologiche.

Sei settori merceologici per altrettante aree espositive a raccogliere consensi dei buyer cinesi:

  • Food and Agricultural Products
  • Automobile
  • Intelligent Industry & amp; Information Technology
  • Consumer Goods
  • Medical Equipment & Healthcare Products
  • Trade in Services

Per vendere in Cina ci vuole qualità

La qualità dei prodotti made in Italy è ciò che il mercato cinese di riferimento chiede alle nostre aziende. I destinatari sono infatti consumatori finali di target medio alto decisamente esigenti. Il gusto e la competenza verso il prodotto italiano si è affinato e le possibilità del mercato sono concrete e in forte espansione.

Liu Fuxue, vicedirettore generale dell’evento -CIIE Bureau- ha infatti affermato che «Quest’anno segna un altro Anno Cina-Italia della Cultura e del Turismo, e il 5° CIIE attende con impazienza la partecipazione di altre aziende italiane». Sin dalla prima edizione della “China International Import-Expo”, l’Italia è infatti stato uno dei Paesi più presenti e importanti tra quelli che negli anni hanno partecipato alla fiera di Shanghai.

La presenza: “China International Import-Export” è place to be

Fiera “China International Import-Export” si è infatti in pochi anni ritagliata un posto più che di riguardo nel panorama cinese. CIIE è anzi la più importante fiera al mondo per l’importazione in Cina di prodotti e servizi stranieri.

È di fatto oggi non solo una vetrina, ma una piazza irrinunciabile per le aziende italiane che vogliono promuovere la qualità italiana. Il mercato cinese è infatti non solo in crescita, sempre più avido di prodotti made in Italy cui viene riconosciuta una qualità indiscussa.

Prodotti di design, prodotti alimentari, produzioni tecnologiche: è ampio il ventaglio delle categorie merceologiche nelle quali le aziende italiane possono aspirare a ritagliarsi spazi di mercato.

L’appuntamento di novembre a Shanghai rafforza ogni anno la sua identità di porta principale per il mercato cinese.

Internazionalizzazione: primo passo o consolidamento?

“China International Import-Export” di Shanghai è una vetrina irrinunciabile, ma bisogna arrivarci preparati. La fiera oggi più importante per far conoscere i prodotti del made in Italy, o quelli da importare dalla Cina, si sviluppa dal 5 al 10 Novembre 2022: apparentemente pochi giorni, ma decisivi e più che sufficienti se le aziende ci arrivano con un lavoro alle spalle ben costruito e strumenti di lavoro certi per sviluppare il business nei mesi e anni successivi.

Dai beni di consumo, ai macchinari e tecnologie, sono tanti i prodotti made in Italy appetibili per il mercato cinese. Ecco perché CIIE viene considerata una reale opportunità per le aziende italiane per farsi conoscere o consolidarsi in un mercato tanto dinamico come quello cinese.

Di grande rilievo, inoltre, per le aziende italiane, la Push Strategy offerta da SACE in Cina che garantisce un finanziamento di 150 milioni di dollari a favore degli acquisti in Italia del Gruppo cinese Hengli, leader mondiale nella produzione di poliestere e tra i maggiori nei settori chimico, automotive, farmaceutico e tessile.

Vendere in Cina: cosa vuole il mercato cinese

L’export italiano verso la Cina è cresciuto del 22% tra il 2016 e il 2021. Da 12.9 miliardi di euro si è infatti passati lo scorso anno a 15.7 miliardi. Ma è importante:

  • leggere i dati ufficiali
  • osservare i settori in crescita
  • valutare le potenzialità delle fette di mercato in cui si vuole entrare o consolidare la presenza della propria azienda.

Insomma, quale made in Italy cerca il mercato cinese e cosa la nostra azienda è in grado concretamente di dare?

Macchinari e apparecchiature, prodotti chimici, abbigliamento

I dati ufficiali dell’export italiano verso la Cina negli ultimi tre anni fotografano prospettive di vero interesse per aziende di molti settori. A considerare le cifre delle merci movimentate -in milioni di euro- maggiormente si osserva come coprano ambiti molto diversi e per questo risultino ancora più interessanti:

  • Macchinari e apparecchiature: da 3.8 Mrd € a 4.3 Mrd €
  • Articoli di abbigliamento (anche pelle e pelliccia): da 1 Mrd € a 1.5 Mrd €
  • Articoli in pelle (non di abbigliamento): da 936,31 Mio € a 1.2 Mrd €
  • Prodotti chimici: da 936.31 Mio € a 1.2 Mrd €
  • Prodotti farmaceutici di base: 1.1 Mrd €
  • Autoveicoli e rimorchi: da 642.46 Mio € a 949.66 Mrd €
  • Apparecchiature elettriche per uso domestico: da 433.48 Mio € a 652.6 Mio €
  • Mobili: da 482.89 Mio € a 529.88 Mio €
  • Prodotti alimentari: da 254.1 Mio € a 469.66 Mio €
  • Prodotti tessili: da 425.93 Mio € a 429.14 Mio €

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