Internazionalizzazione in Est Europa: Opportunità post pandemia

Polonia, Ungheria, Russia e Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica, sono tra i Paesi che offrono maggiori opportunità di internazionalizzazione in Est Europa nel post pandemia. Le aziende italiane stanno proseguendo i rapporti avviati e iniziando nuove esperienze di internazionalizzazione sulle nuove richieste di ciascun mercato.

Perché vendere in Est Europa?

Si tratta di mercati in crescita costante negli ultimi dieci anni: hanno pianificato lo sviluppo di molti settori progettando investimenti a lungo termine.
Le prospettive di crescita degli scambi commerciali con Polonia e Ungheria sono infatti una conferma del trend degli ultimi anni. Nessuna sorpresa, tutto sommato, ma un solido incoraggiamento alle aziende italiane che vogliono proseguire o iniziare processi di internazionalizzazione in Est Europa.

Perché esportare in Ungheria

L’Ungheria sta lavorando strenuamente per attirare investimenti internazionali. A maggio 2019, all’indomani della prima ondata di Sars-Covid-19, per prima in Europa riapriva i voli dall’estero e dichiarava “risorse sufficienti disponibili per riavviare l’economia”.
Il primo pensiero va ai 105 miliardi di fiorini stanziati per rilanciare le proprie PMI nel post covid-19. Ma non solo. La rincorsa l’Ungheria l’ha presa da qualche anno e tra il 2021 e il 2027 ha obiettivi ambiziosi e precisi da raggiungere, tra i quali tre di particolare interesse:

  • potenziamento della produttività e della capacità di innovazione delle PMI ungheresi perché diventino competitive nello scenario internazionale
  • investimento in infrastrutture per rafforzare la competitività
  • agevolazione all’utilizzo di energie rinnovabili e incentivazione alla transizione verso un tipo di industria caratterizzata da basse emissioni di carbonio

Cosa vendere in Ungheria

I dati sugli scambi commerciali tra Italia e Ungheria negli ultimi tre anni fotografano una situazione interessante per i prodotti Made in Italy.
Quali sono dunque i prodotti da vendere, i settori merceologici maggiormente interessanti? Quali hanno performato bene nonostante la pandemia?

Innanzitutto macchinari, veicoli, apparecchiature e attrezzature, prodotti della metallurgia e prodotti chimici e farmaceutici di base: il Paese vuole crescere, rendersi indipendente e competitivo nelle produzioni e ha fame di attrezzature e componentistica.

E poi prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura che, secondo i dati ISTAT, sono tornati nel 2020 (con 727,12 mld € di merci esportate) quasi al livello delle vendite del 2018 (757,41 mld €).
E, ancora, prodotti alimentari, che, nel 2020, il 2018 lo hanno quasi pareggiato: 373,43 mld € contro i 375,88 di tre anni fa.

Internazionalizzazione in Est Europa:

Obiettivo Polonia

Anche la Polonia continua a crescere ed è anzi il Paese a maggiore e migliore crescita in Europa ed Est Europa dagli anni ’90: anche durante la pandemia da Covid-19 e anche a dispetto dei dubbi internazionali sul governo salito al potere nel 2015.

La Polonia ‘vola’, convince e attrae investimenti. Il più evidente è forse il porto di Danzica che ha acquisito una crescente mole di volumi cargo: fino al 100 milioni di tonnellate all’anno. È divenuto un hub talmente efficiente da venire scelto nel 2019 da Singapore come ‘porta’ sul Baltico.

E soprattutto, da paese di emigrazione, è ormai diventato meta di migliaia di lavoratori stranieri, soprattutto ucraini presenti in circa 2 milioni. Questo grazie ad un basso costo della vita a fronte di stipendi ormai quasi simili a quelli italiani, almeno nelle aree urbane.

Cosa vendere in Polonia

Il quadro è simile a quello ungherese, ma con prospettive anche più interessanti per le aziende italiane che puntano alla internazionalizzazione in Est Europa. E anche nel caso della Polonia la volontà e le condizioni sono tali da non aver rallentato eccessivamente le importazioni durante la pandemia. Anzi, alcune voci del paniere di scambio con l’Italia hanno eguagliato o superato le cifre del 2018.

Macchinari e apparecchiature sono stati venduti in Polonia nel 2018 per 2.725,67 mld di € e nel 2020 per 2.414,15 mld di €. I prodotti della metallurgia sono invece cresciuti: da 1.303,96 mld di € a 1.524,72. Ottime performance anche per la vendita di autoveicoli, apparecchiature elettriche, anche per uso domestico, e per l’export di gomma, materie plastiche e prodotti chimici: questi ultimi sono quasi tornati ai livelli del 2018, con 1.038,88 mld di € merci esportate dall’Italia.

La Polonia ha dunque argomenti stimolanti per le aziende italiane che vogliano vendere in Est Europa.

Partire dalla Russia

Discorso simile ai due precedenti può esser fatto per la Russia, che a proprio favore ha programmi di crescita ancora più ambiziosi per i prossimi anni. I programmi di Industria 4.0 prevedono infatti investimenti ingenti per:

  •  ristrutturare e rilanciare ogni settore produttivo,
  • attrarre investimenti,
  • ristrutturare e ampliare ogni infrastruttura pubblica, dai trasporti alla logistica a tutti i servizi al cittadino nelle grandi aree metropolitane e nelle Zone Economiche Speciali. Ospedali per primi, con tutta la richiesta di apparecchiature medicali e per la diagnostica che ne deriva.

L’obiettivo è rendere il Paese autonomo e potenzialmente competitivo nell’export in molti settori produttivi.
Ecco allora, quanto all’export italiano verso la Russia, che si pongono in evidenza alcuni dati. Innanzitutto il volume di macchinari e apparecchiature italiani che nel 2020 sono stati venduti per 1.959 mld di € a fronte di 2.204,19 mld di € del 2019 e 2.47,92 mld di € del 2018.

Poi, tra i prodotti più richiesti, prodotti chimici per 371 mld di € e prodotti farmaceutici di base per 374,39 mld di €.

Una conferma, nonostante la pandemia e le restrizioni imposte dall’embargo post crisi ucraina del 2014, i prodotti alimentari e l’abbigliamento. Nel caso dei prodotti alimentari va in particolare considerato il cambiamento nei gusti della popolazione con capacità di spesa medio alta. Sempre più interessata a prodotti di nicchia purché di qualità. Certamente un ambito di potenziale successo per le imprese italiane che puntano alla internazionalizzazione in Est Europa.

Per maggiori informazioni contattaci a info@patrolinternational.com

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